Argentario (GR) – Caccia in Braccata al Cinghiale

All’Argentario si svolge la caccia che i cacciatori desiderano, fortemente, praticare: la braccata al cinghiale.

Le fasi della caccia in braccata consistono in:
1) Iniziale Tracciatura, svolta in presta mattinata, per identificare le impronte dei cinghiali e per individuare dove hanno trascorso la notte. In base a queste informazioni è quindi possibile capire dove potrebbe risiederne la maggior concentrazione;
2) Disposizione delle poste dalla parte del vento favorevole;
3) Invio dei battitori al lato opposto e accerchiamento della zona;
4) Inizio della caccia.

Durante l’intera Attività, i Battitori vengono accompagnati dai cani, di razze diverse, ma quella più adatta alla caccia in braccata è il Segugio (ancor più adatto il Segugio Maremmano).

Non manca la sicurezza per questa particolare tipologia di caccia, le precauzioni prese sono molteplici:
– Il posizionamento dei cacciatori sulle poste pone l’uomo in sicurezza poichè elevato dal terreno;
– Indossamento di indumenti ad elevata visibilità;
– I battitori non sparano ai cinghiali e in caso succeda, vengono muniti di cartucce a salve;
– Solamente i cacciatori sulle poste sparano ai cinghiali e inoltre, l’inclinazione dell’arma e quindi della mira sull’animale, viene sempre eseguita verso il basso (colpendo verso il terreno);
– I cacciatori sparano con delle carabine che posseggono munizioni che non rimbalzano e risultano meno pericolose in quanto non rischiano di colpire qualcuno per effetto di rimbalzo.

Argentario (GR) – Il Promontorio: casa dei Cinghiali e Fenicotteri

Il Promontorio dell’Argentario, approdo per tutti coloro che sono in circa di risorse e d’un luogo dalla bellezza unica.
Si erge sul Mar Tirreno, consentendo di ammirarlo appieno, comprendendo anche l’Isola del Giglio e Giannutri. Voltando lo sguardo ad Est è possibile vedere la laguna, dove al centro risiede il paese di Orbetello, che gode di benessere economico grazie alla pesca di spigole, orate ed anguille.

L’Argentario è sede di numerose specie animali, fra cui i fenicotteri e i cinghiali.

 

Caldarola (MC) – Origine dell’Arte Venatoria e Cinofila

Caldarola, gioiello ricco di tantissime tradizioni e caratteristiche tipiche dei paesini della zona, collocato nella provincia di Macerata.
Le peculiarità della città richiamano alle antiche origini della stessa: le vie strette, il castello e la Piazza Vittorio Emanuele II.

Nelle Chiese e nei Palazzi non si può fare a meno di notare le molteplici raffigurazioni dei dipinti e sculture sul tema dell’arte venatoria e della cinofilia.

Infine, la caratteristica che accomuna i piccoli paesini e cittadine: il legame e la cordialità degli abitanti, che accolgono i visitatori e continuano a dedicarsi alle loro attività mondane.

Caldarola (MC) – La Cinofilia e la Caccia alle Starne

I cani e la caccia sono due mondi che molto spesso collaborano insieme, per approfondirne lo stretto legame siamo andati a chiedere di persona ad alcuni cacciatori della zona.

La Ricerca e Caccia di oggi si concentra sulle Starne, da parte dei Setter Inglesi, allenati e addestrati a questo tipo di attività.
– Danilo ci racconta della sua esperienza e vita passata con il suo cane, del tempo che gli deve essere dedicato per l’allenamento e la cura.
– Secondo, con il suo Setter Inglese di nome Jack, ci racconta del punto forte del suo cane (la caccia alla Beccaccia), delle variazioni dell’habitat riguardo le Starne e della sua esperienza dell’attività venatoria.

Lo spazio dedicato alle Associazioni delle Attività Venatorie di oggi viene affidato a:
– Ivo della Federcaccia;
– Antonio Bertini, Presidente dell’Ente dei Produttori di Selvaggina;
– Sandro Pacioni, Consigliere e Giudice Internazionale ENCI.

 

Caldarola (MC) – Ricetta del Fagiano

E’ arrivata l’ora di mangiare e la delizia di oggi è il fagiano, preparato in agrodolce:
– Tagliare il fagiano, le carote, il sedano e la cipolla;
– Far soffriggere il tutto;
– Aggiungere del vin bianco e successivamente le olive nere;
– Infine, per raggiungere la cottura ottimale, aggiungere il brodo;
– A fine cottura accorpare il sale e il pepe.

Per quanto riguarda il vino ci affidiamo nuovamente a Roberto Gallozzi, Sommelier dell’Istituto Marchigiano di Tutela dei Vini:
– Serrapetrona DOC del 2010.

Caldarola (MC) – Il Castello Pallotta del tempo delle Signorie

Il punto forte, meta degli inteditori e intenditrici dell’arte e della cultura qui a Caldarola, è sicuramente il Castello Pallotta: un’antichissima struttura che vanta di origini antichissime.

La famiglia Pallotta, che all’inizio del 1400 arrivò a Caldarola, all’epoca delle Signorie, prese in proprietà il feudo, portandolo al suo vero splendore.
E’ proprio grazie all’appartenenza alla stessa famiglia che ha permesso lo stato di perfezione della struttura, pure dei piccoli particolari.

Tutt’oggi è quindi possibile esplorarla in tutti i suoi antri: la magnificenza del salone dei ricevimenti, la cucina storica, la stanza da letto dove hanno dormito tanti illustri ospiti, le preziose collezioni di armi e di carrozze dove finimenti e attrezzature di epoche ormai lontane colpiscono la fantasia e l’immaginario dei visitatori.