Padule di Fucecchio (PT) – La storica strage dei Partigiani e la Fauna

Padule di Fucecchio porta con sè un pezzo di storia che risale al 23 Agosto del 1944 quando, durante l’occupazione tedesca, ci fu un eccidio con il risultato di 175 morti, portato a termine dalla 26° divisione della corazzata tedesca con il pretesto di sterminare i superstiti partigiani.

Passiamo ora ad una cultura più leggera, e lo facciamo con Edoardo Chiostri (del Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio), che ci regala qualche dettaglio in più su questo territorio toscano.

Arriviamo così alle bellezze di questo luogo che Luigi Bellandi, Fotografo amatoriale della natura, ci consente di approfondire grazie alla sua esperienza.
Tra i vari scatti fotografici è riuscito ad immortalare vari animali: i Germani, le Alzavole, i Fischioni, i Codoni, le Marzaiole, i Trampolieri, i Beccaccini e le Cicogne.
Inoltre anche la flora fa la sua degna figura, con le molteplici orchidee sparse per la zona.

Rotella (AP) – L’antico paesino di Poggio Canoso

Pompeo Vallorani, Guida Turistica della Provincia di Ascoli Piceno, ci accompagna lungo le Vie di Poggio Canoso, una delle tre fazioni di Rotella.
Il borgo risale all’epoca dei Longobardi e mostra tratti medievali, il fatto che sia di antiche origini è poi deducibile dall’etimologia stessa.

Ci si può imbattere nella Chiesa di Santa Lucia, che contiene le 4 copie delle tavole di Pietro Alemanno, e nella Chiesa di San Rocco che è nata nel periodo delle pestilenze.

Fiumalbo (MO) – Il Parmigiano Reggiano e il Mirtillo del Benessere

Il prodotto d’eccellenza italiano, viene prodotto proprio qui, stiamo parlando del Parmigiano Reggiano.
Maurizio, socio della cooperativa, ci accompagna con la sua guida verso le principali fasi di produzione del formaggio unico al mondo.

Non solo il formaggio però è il punto forte di Fiumalbo, l’altro prodotto tipico è il mirtillo selvatico che cresce nei boschi e ce ne parla Chiara de “La Sorgente del Benessere”.
Le caratteristiche particolari di questo mirtillo sono:
– il gusto eccezionale;
– le applicazioni in campo estetico e circolatorio per gli arti inferiori.

Chiusdino (SI) – La Spada di Galgano nella Roccia

 

Un passo indietro nel tempo ci viene reso possibile grazie al Presidente dell’Unione dei Comuni Val di Merse, Luciana Bartaletti, che apre questa puntata presentandoci l’abbazia di San Galgano (costruita nel 1200), sede del culto galganiano.
Successivamente, grazie al Parroco Don Vito Nicola, abbiamo potuto approfondire ulteriormente la storia: tutto iniziò da Galgano che, deluso dagli avvenimenti di quel periodo, decise di dedicare il resto della sua vita a mettere in pratica il Vangelo di Cristo.
Gesto significativo fu quello di impiantare la propria spada nella roccia per dimostrare il suo cambiamento radicale, ciò avvenne sulla collina di Montesiepi.

Staffolo (AN) – Apicoltura e Verdicchio

 

Il vino è quella parte della cultura di Staffolo che viene più rapidamente in mente.

Seconda, ma non meno importante, è la parte dell’apicoltura che si costituisce di numerose fasi e tradizioni.
Se vi siete sempre chiesti come fanno a sopravvivere le api durante l’inverno, eccovi la risposta, ci viene spiegata tutta la preparazione e fase di attuazione di un piano per la loro protezione e salvaguardia.

Tra le tipologie dei prodotti di miele più importanti e caratteristici troviamo:
– Miellefiori;
– Acacia;
– Girasole;
– Coriandolo.

Torniamo ora al vino, il Verdicchio, la storia del prodotto che viene prodotto qui, a Staffolo.
Alberto Mazzoni, Enologo dell’Istituto Marchigiano di Tutela dei Vini, ci racconta l’andamento economico di questo prodotto tipico e di un particolare e curioso esperimento che è stato attuato nelle Grotte di Frasassi.

 

Camugnano (BO) – L’antico Mulino Cati

 

Un pezzo di storia da raccontare: il Mulino Cati di Camugnano, struttura del 17° secolo adibita alla produzione di frumento, granoturco, orzo, avena e occasionalmente castagne.

L’edificio è stato ristrutturato per la realizzazione di una locanda dove è possibie degustare prodotti tipici locali.

Divulgare queste tradizioni è importante per far comprendere ai giovani della zona come i loro nonni e bisnonni hanno lavorato per il proprio sostentamento utilizzando le risorse naturali.