Rotella (AP) – La Falconeria

La Falconeria è un’arte che ha origine antichissime e quelle accertata risale al 775 A.C. e il mentore e padre della falconeria moderna è stato Federico II.

E’ l’arte che è stata concepita come l’addrestramento e la caccia con i rapaci.

Luca de Cesari, Falconiere del UNCF (Unione Nazionale Cacciatori Falconieri), branca della Federcaccia, ci introduce questa attività distinguendo le diverse specie di falchi:
– Alto volo (come il Pellegrino Scozzese): All’avvistamento della selvaggina si libera il falco e questo non carica la preda, ma spicca il volo in alto. Una volta che è pronto all’attacco, il falco vola in picchiata e può decidere se agganciare il bersaglio e portarlo a terra o di dargli una stoccata sulla nuca e stordirlo;
– Basso volo: Tipico rapace utilizzato per l’inseguimento del selvatico.

Il Presidente Regionale della Federcaccia delle Marche, Ignazio Nardini, è l’ospite di questa puntata e ci dona un commento riguardo al calendario venatorio marchigiano, spiegando anche alcune questioni particolari dell’attività.

Rotella (AP) – L’antico paesino di Poggio Canoso

Pompeo Vallorani, Guida Turistica della Provincia di Ascoli Piceno, ci accompagna lungo le Vie di Poggio Canoso, una delle tre fazioni di Rotella.
Il borgo risale all’epoca dei Longobardi e mostra tratti medievali, il fatto che sia di antiche origini è poi deducibile dall’etimologia stessa.

Ci si può imbattere nella Chiesa di Santa Lucia, che contiene le 4 copie delle tavole di Pietro Alemanno, e nella Chiesa di San Rocco che è nata nel periodo delle pestilenze.

Rotella (AP) – La Torre dell’Orologio e la Quercia del Santuario

Rotella raccoglie opere architettoniche ed eventi storici che hanno origine sin dall’epoca preromana.

Troviamo ad esempio la Torre Civica dell’Orologio che è il monumento principale: fungeva da campanile della chiesa di Santa Maria ed è l’unica parte di essa ad essere rimasta intatta dopo un crollo.

Altro edificio è sicuramente la chiesa di Santa Viviana, e poi sulle montagne di Montemisio, si colloca il Santuario della Madonna della Consolazione che è meta di pellegrinaggi per la devozione a Maria.

Fiumalbo (MO) – Ricetta del Cinghiale

La ricetta di oggi riguarda il cinghiale e le fasi consistono nel:
– Tagliare il cinghiale, sgrassandolo;
– Cuocerlo a pezzi;
– Fare un tritato di cipolla, sedano, carota e rosolare il tutto;
– Aggiungere il cinghiale a pezzi, aggiungendo il vino rosso, il pomodoro, il sale, il pepe, il timo e l’alloro;
– Portare alla cottura con del brodo di carne per 1 ora e 30 min.

Fiumalbo (MO) – Caccia al Cinghiale in Girata con il cane Limiere

E’ nella caccia al cinghiale di oggi che andiamo ad approfondire la tecnica della “Girata” assieme all’ausilio del cane “Limiere”.
Il Limiere non è una razza, ma è il tipo di addestramento e di qualifica che ottiene un cane per un determinato tipo di servizio: il tracciamento degli animali.

Abbiamo inoltre l’occasione di incontrare una coppia di cacciatori e ciò ci permette di esplorare più da vicino il punto di vista della donna riguardo la caccia.

Infine è con il rappresentante del tavolo di Associazioni Venatorie dell’Emilia Romagna, il Presidente della Confagricoltura dell’Emilia Romagna, Guglielmo Garagnani che parliamo di cinghiale: è più un danno o una risorsa?

Fiumalbo (MO) – Il Parmigiano Reggiano e il Mirtillo del Benessere

Il prodotto d’eccellenza italiano, viene prodotto proprio qui, stiamo parlando del Parmigiano Reggiano.
Maurizio, socio della cooperativa, ci accompagna con la sua guida verso le principali fasi di produzione del formaggio unico al mondo.

Non solo il formaggio però è il punto forte di Fiumalbo, l’altro prodotto tipico è il mirtillo selvatico che cresce nei boschi e ce ne parla Chiara de “La Sorgente del Benessere”.
Le caratteristiche particolari di questo mirtillo sono:
– il gusto eccezionale;
– le applicazioni in campo estetico e circolatorio per gli arti inferiori.