Visso (MC) – caccia alla coturnice

 

 

Si parte all’alba per iniziare la ricerca delle Coturnici le quali si possono individuare grazie al loro canto, che nelle prime ore del mattino è facilmente udibile.
Raggiunta la zona di battuta di caccia è il momento di liberare i cani (Setter inglesi di età media sui 4-5 anni), che sono i veri protagonisti e anima di questa meravigliosa attività.
La caccia non è solamente mirata all’abbattimento della preda, il vero fondamento sta alla base della collaborazione tra cacciatore, il suo fidato cane e la natura.

Visso (MC) – Il Museo Civico Diocesano nella Chiesa di Sant’Agostino

 

 

Parte fondamentale della Cultura della località di Visso è il Museo Civico Diocesano nella Chiesa di Sant’Agostino dove sono racchiusi i manoscritti di Giacomo Leopardi, i dipinti di Paolo da
Visso e il dipinto attribuito a Orazio Gentileschi seguace di Caravaggio.
Un’antica tradizione che continua a vivere in questa cittadina è strettamente legata all’allevamento di trote, possibile grazie alla disponibilità di ottime risorse naturali (acqua e freddo costanti).
Le peculiarità di questa specie di pesce sono: la genuinità, non sopportano l’inquinamento idrico, possiedono poche calorie e sono ottime per l’alimentazione sana, fin da bambini.

Visso (MC) – La Sorgente del Nera

 

Visso, un piccolo comune della Provincia di Macerata nelle Marche, confinante con il comune di Castelsantangelo e i piccoli borghi di Vallinfante.

A racchiudere la città ci sono la Vallata e la sorgente del Nera alla cui valle sorge la cittadina.
Tra le principali attrazioni storiche c’è il Museo Civico Diocesano di Visso nella Chiesa di Sant’Agostino e un’attività, che per tradizione viene esercitata da tempo, è quella dell’allevamento delle trote, fulcro dell’economia della zona.

 

 

 

Elcito

IMG_2903 Elcito

Elcito è una Frazione del Comune di San Severino Marche, in provincia di Macerata.

Si tratta di un piccolo paese arroccato su uno sperone roccioso a 821 m. di altezza alle pendici del Monte San Vicino.

È ciò che resta di un antico castello eretto a difesa dell’abbazia benedettina di Valfucina. Ci abitano sette persone, ormai tutte anziane, che hanno deciso di rimanere dove sono nate, nonostante il relativo isolamento. A Elcito non c’è mai stato un emporio o un negozio, neppure per i generi di prima necessità perché fino agli anni settanta era una comunità autosufficiente. Erano duecento persone e avevano un intenso rapporto con la loro terra, fonte primaria di sussistenza.

Elcito si raggiunge da San Severino Marche percorrendo la strada per Apiro fino alla frazione di Castel San Pietro dove si imbocca la strada, 5 km circa, che conduce al paese.

Annoverata tra le località più caratteristiche ed interessanti del Comune di San Severino Marche, a differenza dei familiari insediamenti marchigiani posti su dolci pendii collinari, sorge su di uno scoglio alto e scosceso, sito alle falde del Monte San Vicino.

 

Il particolare nome Elcito deriva da elce, altrimenti noto come leccio (Quercus ilex). Sebbene la lecceta sia tipica della macchia mediterranea, in era post-glaciale aveva colonizzato anche le aree più interne, ed è probabile che ce ne potessero essere residui nella gola rocciosa sottostante il paese, col suo particolare microclima.

 

Fonte: Wiki
Fonte foto:
roberto-lavalledelcesano.blogspot.it
www.macerataitinerari.it

www.panoramio.com

Beccacce al tegame di Giancarlo

Scarica la ricetta:beccacce_al_tegame

Per la preparazione:

• sale, pepe, olio q.b.

• Carne di vitello 150 g

• carne di maiale 150 g

• prosciutto crudo 50 g

• 4 fegatini di pollo

• salvia abbondante

• 4 acciughe

• 1 bicchierino di cognac

Ricetta

Tagliate a pezzi non molto piccoli la carne di maiale e di vitello, poi salare e pepare le beccacce intere insieme alla carne.

Lasciare in frigo per 3 o 4 ore. Fate cuocere il tutto e, una volta rosolato aggiungete fegatini, acciughe, salvia, ginepro e prosciutto. Poco prima del termine della cottura aggiungere il cognac e lasciare sfumare quindi toglere le beccacce e macinare tutto. Quindi riscaldare le beccacce insieme al composto macinato e servire.

T.A.M. Centro di Trattamento Artistico dei Metalli

Il Centro di Trattamento Artistico dei Metalli (T.A.M.) è nato nell’estate del 1990 per iniziativa dello scultore Arnaldo Pomodoro in accordo con il Comune di Pietrarubbia. Presso il centro è stato attivato un corso che si svolge in un laboratorio appositamente attrezzato, dal 2007 POLO FORMATIVO REGIONALE DI ECCELLENZA delle Marche presieduto da Arnaldo Pomodoro. L’obiettivo primario dell’iniziativa è stato quello di creare un istituto dove effettuare un’approfondita e perfezionata formazione e specializzazione tecnica e culturale di giovani operatori delle arti dei metalli. Le molteplici qualità professionali raggiunte attraverso corsi annuali con docenti di alto livello spaziano dall’orafo, al decoratore, al progettista e stilista dello spettacolo e, in particolare, allo scultore.

Il percorso formativo si svolge sia a livello delle tecnologie che a livello dei modelli teorici di ricerca, con l’obiettivo di unire due ambiti che solitamente nella cultura artistica e critica e nella stessa pratica didattica restano più o meno distinti: quello tecnico-artistico e quello storico-teorico. Il corso vuole anche contribuire ad incentrare l’attenzione sul Montefeltro, dove si è sviluppata la tradizione rinascimentale dell’arte e dove tutt’oggi artisti del calibro di Arnaldo Pomodoro, Carlo Bo, Umberto Eco, Tonino Guerra, Eliseo Mattiacci hanno scelto di trascorrere parte dell’ anno.